Remote-working

Il remote working o lavoro da remoto è una metodologia in cui i dipendenti lavorano senza essere fisicamente presenti in azienda e nel loro spazio ufficio. Per svolgere la propria mansione lavorativa, utilizzano degli strumenti digitali per connettersi, fare conferance call, collaborare con i colleghi e svolgere l’attività in remoto.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla digitalizzazione del lavoro. Adesso, chiunque è in grado di portare a termine con successo progetti e comunicare con il proprio team a distanza, facendolo magari anche da un’altra città oppure nazione. Basta soltanto avere a disposizione un laptop e la connessione Internet che, naturalmente, deve essere molto veloce. 

Mentre alcuni lavoratori alternano il remote working a quello direttamente in ufficio, altri lavorano da casa 40 ore a settimana. Poi ci sono i liberi professionisti, che tecnicamente lavorano sempre da remoto perché curano prettamente i loro affari.

Vantaggi e rischi del lavoro da remoto? Sono presenti, e di seguito verranno trattati dettagliatamente.

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I vantaggi del lavoro da remoto per l’azienda

È innegabile che la flessibilità è uno degli aspetti più importanti del remote working. Oltre questo, ce ne sono altri che lo giustificano in toto: 

  • miglioramenti alla produttività: il miglioramento della produttività aziendale è un vantaggio per vari motivi, tra cui meno distrazioni da altri colleghi, un equilibrio migliore tra vita privata e lavoro, morale alto e più ore di riposo. Ovviamente, non tutti diventeranno automaticamente dipendenti più produttivi, ma si possono intraprendere dei passi attivi verso tale miglioramento mettendo in evidenza le metodologie disponibili per ottimizzare la produttività della forza lavoro e assicurando che i dipendenti dispongano a casa dell’adeguato spazio lavorativo;
  • costi ridotti dell’attrezzatura: un ambiente di lavoro frenetico come quello degli uffici comporta la fornitura di attrezzature spesso costose. Computer, stampanti, fotocopiatrici, carta, scrivanie, sedie ergonomiche e una vasta gamma di altri articoli sono tra queste. Invece con il remote working molti costi possono essere eliminati o ridotti notevolmente, magari consentendo ai dipendenti di utilizzare i propri computer o smartphone, ma anche sedie e scrivanie;
  • minor turnover del personale: il turnover del personale è un altro grande vantaggio poiché riduce i vari turni dei lavoratori. Un aspetto questo fondamentale in quanto l’azienda non è costretta a sostituire il personale in uscita, provvedere alla formazione dei nuovi arrivati. Oltre a essere costoso, porta con sé diverse incertezze. Dal punto di vista dei dipendenti, la flessibilità offerta dal remote working li porta a voler continuare il rapporto lavorativo con l’azienda, soprattutto per coloro che devono dedicare più tempo alla famiglia e che, in circostanze normali, si vedrebbero costrette ad abbandonare il lavoro. 

I rischi del remote working

Come ogni aspetto della vita lavorativa, ai vantaggi corrispondono immancabilmente degli svantaggi o, per meglio dire, dei rischi. Ma quali sono i rischi del remote working? Eccoli di seguito: 

  • problemi di comunicazione: i dipendenti che lavorano da remoto non possono presiedere fisicamente i meeting oppure non ci si può imbattere con loro durante la pausa pranzo oppure davanti al distributore automatico di caffè. Nonostante ciò, la voglia di comunicare con il resto del team e di sentirsi parte di esso è sempre viva e presente. Una soluzione a questo problema potrebbe essere l’utilizzo delle videochiamate durante le riunioni.
  • la disponibilità h24: il remote working rende un collaboratore potenzialmente disponibile 24 ore su 24. In questo non mancano le conseguenze negative, con il lavoratore che da un lato potrebbe perdere il suo equilibrio psicofisico e con il datore che dall’altro vede un calo vistoso della produttività. La soluzione è concordare le ore di lavoro e di riposo e i momenti in cui il datore di lavoro richiede l’intervento del collaboratore. 
  • scarso impegno dei dipendenti: è un mito e un luogo comune. In realtà è l’esatto contrario perché è stato dimostrato che la flessibilità lavorativa aumenta la produttività. Certo, sta poi al collaboratore gestire le sue ore lavorative, sempre però con l’ottica la produttività va ottimizzata. 

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