Premio di risultato: vantaggi e limiti del premio di rendimento per i dipendenti

Per premio di risultato si intende una quota che viene aggiunta alla normale retribuzione di un dipendente e che attesta il raggiungimento di determinati obiettivi che hanno incrementato:

  • la produttività;
  • la redditività;
  • la qualità;
  • l’efficienza;
  • l’innovazione. 

Il dipendente può scegliere se ricevere il premio di risultato nella busta paga. Nel caso che optasse per questa soluzione, può scegliere la tassazione agevolata del 10%, a patto che il premio non superi i 3.000 euro lordi annui e il reddito dal lavoro dipendente del precedente anno non sia oltre gli 80.000 euro. Quindi, il premio di rendimento non forma reddito se soddisfa queste condizioni. 

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I vantaggi del premio di risultato

Il premio di risultato offre alcuni interessanti vantaggi per il dipendente. Nel caso in cui il lavoratore opti per la conversione del premio, gli importi che vengono convertiti non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente e non possono essere assoggettati all’aliquota del 10% agevolata. Invece, per l’azienda la conversione significa niente oneri contributivi e la deducibilità ai fini IRES. 

Per abbattere il cuneo fiscale, le aziende possono mettere a disposizione dei dipendenti uno strumento efficace per supportare determinate necessità. 

A causa del contesto economico attuale, molte aziende hanno messo in atto varie iniziative per promuovere il benessere dei propri lavoratori, come i benefit aziendali, che sono molto efficaci nel rispondere alle nuove esigenze. 

Inoltre, con la diffusione di nuove modalità lavorative è stato necessario introdurre soluzioni flessibili e immediate, che si adattano in modo perfetto a qualunque contesto lavorativo. 

Questi benefit aziendali fanno parte dei servizi che sono stati individuati dall’art. 51 del TIUR. All’interno di questa categoria è possibile trovare i famosi “buoni d’acquisto”, i quali sono degli strumenti che possono essere dedotti fino al massimo importo di 258,23 euro per ogni dipendente. 

Pass Shopping, ad esempio, è uno dei buoni regalo che sono stati messi a disposizione dei dipendenti sia in formato cartaceo che digitale. Questi buoni sono in grado di offrire un’esperienza di acquisto immediata e molto semplice, sia online sugli e-commerce che presso i negozi fisici. 

Un altro vantaggio dei buoni d’acquisto digitali è che la loro distribuzione può essere fatta per via telematica. Quindi, nel caso in cui di dipendenti svolgono il loro lavoro in smart working o in remote working, la distribuzione non incontra alcun ostacolo. 

Al di là dell’apprezzamento mostrato da aziende e lavoratori, soprattutto per la loro natura versatile, i buoni regalo permettono di adempiere rapidamente alle disposizioni stabilite dai CCNL. 

C’è un’ultima novità, che arriva direttamente dai Contratti Collettivi Nazionali riguardanti il settore Metalmeccanico. È stato rinnovato l’accordo per il periodo 2021-2024 e sono state confermate le disposizioni in merito al welfare aziendale, da applicare anche durante il regime di ultrattività.

I limiti dei dipendenti per il premio di rendimento

Nonostante i vantaggi per i dipendenti non manchino, il premio di rendimento mostra anche alcuni limiti per i dipendenti, che sono rappresentati dalle soglie di 3.000 euro lordi annui del premio stesso e di 80.000 euro del reddito complessivo da lavoratore dipendente. 

Per fortuna, tali limiti possono essere superati dal dipendente nel caso in cui opti per particolari forme di welfare, come la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa. 

Inoltre, è presente un’altra forma di welfare, la quale offre un vantaggio dal punto di vista della detassazione totale, senza però le varie limitazioni. 

Questa tipologia di welfare viene definita “Puro”, ma è conosciuta anche col nome di “Welfare Premiale” o “On Top”. 

Un’azienda, una volta raggiunti i propri obiettivi, offre beni, opere o servizi di welfare a tutti i lavoratori o soltanto a specifiche categorie. Questi andranno poi aggiunti alla retribuzione ordinaria. In questo caso, non sono presenti limiti di importo e non determina il reddito ai fini ISEE. 

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