Approcci teorici autoefficacia

Quando si parla di autoefficacia si fa riferimento alla fiducia che una persona nutre verso se stessa e nelle propria capacità, abilità, e potenzialità. Queste permettono di esercitare un controllo sugli avvenimenti che accadono durante la giornata affinché tutto possa essere gestito nel migliore dei modi e, in questo caso, si fa riferimento all’autoefficacia in ambito lavorativo.

L’approccio della comprensione al problema

Per prima cosa occorre parlare di questo primo approccio, il quale rappresenta un modo di valutare adeguatamente l’autoefficacia lavorativa di un dipendente. In questo caso la comprensione dell’obiettivo diviene fondamentale per il semplice fatto che solamente capendo l’obiettivo che deve essere raggiunto, un dipendente riesce ad avere una maggiore consapevolezza dei suoi mezzi a disposizione.

Ecco che porre il lavoratore di fronte a una serie di sfide, è un procedimento che deve essere assolutamente valutato con attenzione, proprio per riuscire a far sviluppare al dipendente la capacità di poter affrontare le diverse mansioni in maniera costante e positiva. Occorre precisare, in questo frangente, come ogni compito che viene attribuito necessiti anche di una spiegazione che sia chiara, proprio per fare in modo che il suddetto modo di procedere si possa sviluppare.

Il dipendente che si ritrova a dover fronteggiare le diverse sfide, riesce a raggiungere un elevato grado di consapevolezza nelle sue capacità, quindi tenderà ad affrontare i compiti complessi con uno spirito completamente unico e soprattutto senza lasciarsi intimorire in alcun modo, altro dettaglio chiave da tenere sempre ben presente nella propria mente.

Approfondisci: Come si valuta l’autoefficacia

La teoria dell’autoefficacia sociale

In questo caso la teoria rende subito noto il fatto che una persona diviene maggiormente in grado di apprendere e risolvere le diverse problematiche stando a stretto contatto con altri dipendenti a lavorare in team. In tale circostanza occorre quindi parlare di gruppo di lavoro all’interno dell’azienda, che si deve occupare di svolgere determinati compiti e mansioni proprio per fare in modo che quegli obiettivi possano essere raggiunti senza grosse difficoltà.

Ecco quindi che in questo caso assume la massima importanza cercare assolutamente di valorizzare l’interazione tra le risorse, proprio con l’obiettivo finale di evitare che possano esserci dei potenziali problemi e quindi che la situazione possa improvvisamente peggiorare. Generalmente, nel frangente in cui il gruppo ha successo a beneficiare di quell’esito positivo sono tutti i componenti di quel determinato gruppo, evitando quindi delle potenziali complicanze che potrebbero essere drammatiche e tutt’altro che ottimali da fronteggiare.

Ovviamente occorre prendere in considerazione anche un altro aspetto, ovvero quello relativo alla capacità di potersi relazionare in maniera adeguata. I conflitti interni al gruppo devono essere assolutamente prevenuti, proprio per evitare che questo possa andare incontro a delle situazioni che possono essere tutt’altro che ottimali da fronteggiare. Pertanto, grazie a questi accorgimenti, si ha l’occasione di migliorare la capacità di affrontare le diverse situazioni all’interno dell’impresa stessa, con il semplice obiettivo di migliorare la capacità cognitiva complessiva ed evitare che si possano palesare dei momenti che possono essere tutt’altro che semplici da affrontare.

La teoria della persona

In questo caso tutto ruota attorno al dipendente, il quale deve essere necessariamente valorizzato affinché sia possibile ottenere un risultato che possa essere definito come ottimale. Occorre quindi che l’azienda riesca a svolgere un lavoro dove la singola unità venga adeguatamente valorizzata, evitando quindi che gli sforzi che vengono compiuti possano passare in secondo piano.

Pertanto è fondamentale dare delle gratifiche al dipendente e che gli venga reso noto quale sia il suo pregio. Una consapevolezza maggiore, in questo caso, determina un incremento della confidenza nei propri mezzi dello stesso dipendente, facendo quindi in modo che il risultato che si andrà a conseguire possa essere sempre positivo.

Ecco quindi che un’azienda che punta sul miglioramento dell’autoefficacia dei propri dipendenti deve necessariamente svolgere questo tipo di lavoro, facendo in modo che tutte le unità possano essere valorizzate e che queste siano sicure che i loro sforzi sono necessari per un miglioramento della stessa situazione della ditta per la quale operano.

L’attribuzione e l’autoefficacia

Infine occorre parlare anche di questa teoria, la quale si suddivide in tre punti ben precisi e consente a tutti gli effetti di ottenere un ottimo risultato a patto che questa venga sfruttata a dovere. Come prima cosa occorre valutare l’aspetto relativo alla comprensione e percezione di quel determinato compito. A seconda di come questo viene recepito, la capacità cognitiva e soprattutto la sicurezza del dipendente possono subire una variazione che ha ovviamente delle ripercussioni nello svolgimento di quella determinata mansione.

Bisogna poi analizzare anche un altro aspetto, ovvero quello relativo alla tipologia di mansione, ovvero se questa è stabile o dinamica, che comporta quindi l’ideazione di una strategia da parte del dipendente per la risoluzione di quel determinato problema che si potrebbe porre a livello lavorativo.

Infine è importante capire come questo viene percepito sul fronte del controllo, ovvero se il dipendente è in grado o meno di riuscire a svolgere tutte le diverse mansioni che gli vengono proposte. In questa teoria è quindi fondamentale svolgere un’analisi accurata dell’intera situazione proprio per evitare che il dipendente stesso possa non essere in grado di sviluppare una buona auto efficacia e che, di conseguenza, debba sempre appoggiarsi alle fonti esterne per poter riuscire a raggiungere quel determinato scopo aziendale.

Approfondisci: Come aumentare il senso di autoefficacia

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