Controllo direzionale operativo e strategico

In ambito aziendale ci sono tre livelli di controllo di cui bisogna tener conto affinché si possa garantire il successo dell’impresa.

Il primo è il controllo direzionale, anche detto gestionale, indispensabile per qualsiasi impresa, soprattutto per le PMI. Per quest’ultime, infatti, poter ottenere un feedback continuo sull’andamento aziendale è un punto di riferimento importante per migliorare il rendimento. Il controllo strategico, invece, consente di seguire il percorso della strategia aziendale quando viene implementata, così da poter notare i punti che apportano problemi e porvi rimedio tramite dovute modifiche. Il controllo operativo, invece, è una sorta di sottoinsieme del controllo direzionale che permette di monitorare e verificare le operazioni aziendali giornaliere, così da poter verificare la qualità delle attività svolte in azienda.

Vediamo, quindi, caratteristiche e differenze tra questi tre tipi di controlli.

Le principali caratteristiche del controllo direzionale

La persona che dal punto di vista tecnico prendere in carico queste azioni di controllo viene chiamata “controller”. Diverse aziende, poi, usato dei software specifici di gestione che consentono di rendere molto più semplice il lavoro di controllo direzionale.

Il controllo direzionale è particolarmente importante in quanto consente di poter fare un’analisi dettagliata delle risorse economiche e dei fattori produttivi, così da poter garantire l’utilizzo migliore di queste risorse con il fine di accrescere i guadagni e di ottenere gli obiettivi operativi.

Questo tipo di controllo non è obbligatorio, ma è funzionale a livello di organizzazione interna. Infatti, in un contesto aziendale i dati arrivano da diversi settori produttivi e poter raccogliere e analizzare questi dati consente di ottenere informazioni comprensibili, così da poter prendere decisioni efficaci.

Quindi, riuscire a organizzare un controllo direzionale di buon livello consente di ottimizzare la gestione di tutte le risorse aziendali e di apportare miglioramenti alle strategie di marketing e di vendita. Naturalmente, anche in questo caso l’obiettivo finale è far crescere il fatturato.

È importante capire, quindi, come funziona nello specifico il controllo di direzione, che si articola in quattro fasi distinte, ovvero: pianificazione, esecuzione, reporting e valutazione.

La pianificazione è quella fase in cui si esegue un controllo di gestione che consiste nel pianificare e definire le strategie dell’azienda a breve, medio e lungo termine.

L’esecuzione, invece, è la fase successiva alla pianificazione. In pratica, è la mobilitazione e la disposizione delle risorse dell’azienda con l’obiettivo di ottenere i risultati prefissati.

La terza fase, il reporting, è il momento centrale del controllo. Infatti, nel corso di questa attività viene effettuata la verifica dei piani aziendali e l’analisi dell’ottenimento degli obiettivi operativi.

Infine, la quarta fase, la valutazione è quell’attività che viene definita come correzione o valutazione. Si procede effettuando un revisione dei piani e si utilizzano le risorse che l’azienda ha a sua disposizione. L’obiettivo di questa attività è quello di poter stabilire nuovi obiettivi e strategie di business che si ritenga abbiano maggiore efficaci. L’obiettivi è ottenere risultati migliori che si basano sui dati concreti.

Le caratteristiche del controllo operativo

Il controllo operativo non è altro che quel processo che consente di assicurare un’esecuzione sia efficace che efficiente. Questo necessità di una fase di valutazione e di controllo successivo all’azione (per un periodo breve) che include anche la valutazione di prestazioni relative agli obiettivi che l’azienda si pone.

L’obiettivo del controllo operativo è quello di assicurare l’allocazione e l’utilizzo efficace delle risorse aziendali tramite un processo di valutazione delle prestazione delle diverse unità organizzative come, ad esempio, dipartimenti, divisioni e così via.

Questo serve ad assicurarsi del loro contributo ai fini dell’ottenimento degli obiettivi organizzativi. Quindi, è importante sottolineare che le tecniche di valutazione sono strettamente legate all’analisi interna e non al monitoraggio ambientale.

Gli step principali del controllo operativo, quindi, sono: definire gli standard di prestazione; misurare le prestazioni effettive; verificare la presenza di eventuali deviazioni; inserire azioni di miglioramento e correzione.

Il punto focale del controllo operativo è il risultato finale dell’azione strategica, che permette di effettuare la valutazione delle prestazioni complessive dell’azienda e delle varie unità e divisioni.

Cos’è il controllo strategico



Quando parliamo di controllo strategico ci riferiamo a una specifica tipologia di controllo organizzativo. Serve ad assicurare che l’azienda stia andando nella direzione corretta.

Anche per questo motivo, il controllo strategico viene anche conosciuto come controllo dello sterzo. L’obiettivo principale che si può ottenere tramite il suo utilizzo è quello di ottenere i risultati stabiliti quanto viene formulata la strategia aziendale.

Quindi, aiuta la direzione aziendale a effettuare un’analisi sull’approrietezza del processo di gestione strategica, oltre a valutare che sia compatibile e performante.

Il controllo strategico, inoltre, consente di verificare se la strategia sta seguendo i giusti passaggi e sta portando ai risultati sperati e, inoltre, se si stanno adottando le giuste misure per non incorrere in deviazioni.

Tramite il controllo strategico è possibile anche valutare la misura in cui l’azienda si dedica al bisogno di attuare le strategie.

Quando viene formulata la strategia, gli addetti alla sua realizzazione fanno le ipotesi sull’ambiente esterno e interno dell’azienda. Questo significa che esiste un lasso di tempo tra il momento della formulazione della strategia e la sua realizzazione. A causa di questo tempo di attesa, le ipotesi degli strateghi saranno non valide o non rilevanti. In più, l’attuazione della strategia necessita di un lungo tempo. Quindi, la strategia va valutata in modo continuo e necessita di modifica in base a condizioni e requisiti prevalenti.

In sintesi, il controllo strategico permette di: controllare le prestazioni delle decisioni strategiche; assicurare la realizzazione di piani e politiche; evidenziare le problematiche; effettuare modifiche agli standard stabiliti; apportare azioni correttive (quando necessario) per il proprio obiettivo.

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