In economia i beni materiali e immateriali di un’impresa prendono il nome di cespiti. Questi beni sono a disposizione dell’azienda per più di un anno. Scopriamo cosa sono i cespiti, come si suddividono e come è possibile ammortizzarli.
Significato di cespiti
Il termine cespite fa parte del linguaggio proprio dell’economia aziendale. Come abbiamo visto i cespiti sono i beni materiali e immateriali di proprietà di un’impresa. Questi beni non generano direttamente un guadagno, ma possiedono comunque un alto valore perché sono il mezzo per ricavare un profitto futuro.
I cespiti hanno le seguenti caratteristiche:
· devono avere un valore pluriennale;
· devono essere parte di un’unica proprietà;
· devono far parte dell’attività nello stato patrimoniale.
Oltre ai beni materiali ed immateriali, i cespiti comprendono anche le conoscenze, le capacità ed il know-how dell’impresa.
È necessario tenere traccia di tutti i cespiti dell’azienda: per questo motivo vengono annotati in un registro in cui vengono classificati in base all’anno d’acquisto. Poiché i cespiti possono essere ammortizzabili, in questo registro va inserito il loro valore di ammortamento.
Nel corso del tempo il valore dei beni dell’azienda può aumentare o diminuire: anche questi valori vanno dichiarati.
È possibile procedere alla cessione dei cespiti anche prima del termine dell’ammortamento. In questo caso il profitto che deriva dalla vendita va confrontato con il rimanente ammortamento in modo da scoprire se si è generata una plusvalenza o una minusvalenza.
Quali beni includono i cespiti?
I cespiti includono:
· beni materiali, cioè tutti quei beni che sono effettivamente tangibili;
· beni immateriali, cioè quei costi necessari per produrre utilità negli anni futuri. Tra questi rientrano anche i costi di progettazione di un prodotto o del logo aziendale, e per rafforzare la notorietà del brand.
Ammortamento dei cespiti

La normativa in materia fiscale prevede la misura dell’ammortamento di un cespite: questa strumento prevede la ripartizione del costo di un bene negli anni, anche in base al suo valore e al suo utilizzo.
Generalmente l’ammortamento ordinario e quello anticipato sono le modalità più utilizzate per l’acquisto dei beni aziendali, fatta eccezione per i beni di valore modico che vengono ammortizzati in un’unica soluzione.
Domande frequenti sui Cespiti
Cosa si intende per cespiti in ambito aziendale?
I cespiti sono beni materiali o immateriali che un’azienda possiede e utilizza per più di un anno per generare profitto. Si tratta di risorse durevoli, come edifici, macchinari, brevetti o software, che contribuiscono alla produzione e sono iscritti nello stato patrimoniale.
Qual è la differenza tra cespiti materiali e immateriali?
I cespiti materiali sono beni tangibili come immobili, attrezzature e veicoli. I cespiti immateriali, invece, includono risorse non fisiche come brevetti, licenze, software o il know-how, che generano utilità nel tempo pur non essendo visibili o toccabili.
Cos’è il registro cespiti e a cosa serve?
Il registro cespiti, o libro dei beni ammortizzabili, è un documento contabile dove vengono annotati tutti i cespiti aziendali con le relative informazioni come il costo, la data di acquisto e l’ammortamento. Serve a monitorare il valore residuo dei beni e a rispettare gli obblighi fiscali.
Perché è importante l’ammortamento dei cespiti?
L’ammortamento consente di ripartire il costo di un cespite lungo la sua vita utile, riflettendo la perdita di valore dovuta all’uso o all’obsolescenza. In questo modo, l’azienda contabilizza correttamente i costi nel tempo e calcola il reddito d’esercizio in modo più accurato.
Dove sono riportati i cespiti nel bilancio aziendale?
I cespiti sono iscritti nello stato patrimoniale dell’azienda, nella sezione dell’attivo. Il loro valore è al netto degli ammortamenti e contribuisce al patrimonio netto e al valore complessivo dell’impresa.





