Perché è importante l’autoefficacia?

Quando lavori, quando devi gestire lo stress quotidiano tipico dell’imprenditore e quando tutti sembrano aver bisogno di te potrebbe capitare di non sentirsi in grado di far fronte a tutto.

Questa sensazione, che consideriamo essere davvero sgradevole, può essere definita come bassa autoefficacia.

Al contrario, sviluppare autoefficacia significa imparare ad affrontare le sfide che quotidianamente ci si parano di fronte sentendosi capaci di far fronte a tutto.

Un imprenditore con bassa autoefficacia non potrà davvero essere la persona che porta beneficio all’azienda e non potrà farsi protagonista del proprio business.

Allo stesso modo, anche i dipendenti e i collaboratori di cui ti circondi devono prepararsi, sentirsi coinvolti e pronti a stare in prima linea per riuscire a lavorare in modo coeso verso la stessa direzione.

Ecco perché è importante sviluppare l’autoefficacia.

Questa è una delle skill su cui porre la massima attenzione, sia per migliorare il rendimento delle persone già presenti nel business, sia da cercare in chi deve ancora entrare dentro l’attività.

Ma cosa significa davvero avere una bassa autoefficacia? E come si fa a svilupparla o migliorarla?

Continuando a leggere l’articolo di business coach potrai scoprire di più sull’argomento e riuscire a rispondere a queste domande.

La percezione di bassa autoefficacia

L’imprenditore o il professionista in prima persona deve prendersi cura di sviluppare una skill importante come l’autoefficacia e, allo stesso tempo, prestare attenzione alle persone di cui si circonda perché avere persone con bassa autoefficacia può portare a danni seri nel business.

Come riconoscere se i tuoi dipendenti o collaboratori soffrono di bassa autoefficacia percepita?

Niente di più semplice, basta osservare come lavorano.

Tipicamente chi non ha autoefficacia cerca di evitare le sfide che gli si presentano di fronte e quindi non accettare compiti particolarmente complessi delegando il più possibile queste mansioni.

Oppure, ancora peggio, chi ha bassa autoefficacia si piange addosso concentrandosi su quello che gli manca piuttosto che sul contributo che possono davvero apportare.

Puoi riconoscere chi non ha autoefficacia anche dal modo in cui si approccia ai fallimenti perchè fa davvero fatica a riacquistare fiducia nelle proprie capacità dopo un buchi nell’acqua.

E se c’è una cosa di cui siamo certi è che tutti sbagliano, quindi il fallimento (seppur di poca entità) è assicurato.

Se non si sentono in grado di rispondere positivamente a un compito, tendono anche a non focalizzarsi e a non impegnarsi sul raggiungimento degli obiettivi (individuali e di gruppo) diventando, di fatto, più un peso da trascinare che un propulsore del business.

E infine, chi è carente di autoefficacia è molto più sensibile allo stress e soggetto a sintomi depressivi.

Prendersi cura della propria autoefficacia, come imprenditori e professionisti, e di quella dei nostri dipendenti non è solo un modo per assicurarsi di circondarsi di persone di cui fidarsi ma è anche il migliore dei modi per far decollare un business e intraprendere la rotta del successo.

Ma attenzione, l’autoefficacia spesso si può confondere con l’autostima.

A questo punto, potrebbe interessarti il seguente articolo: Autoefficacia e autostima, le differenze

Anche se sono strettamente correlate sono due skill distinte e avere bassa autoefficacia non significa necessariamente avere bassa autostima e avere bassa autostima non significa avere per forza una bassa autoefficacia (anche se spesso è così).

L’una può influenzare l’altra in una miriade di modi diversi.

È logico capire che chi non ha fiducia nelle proprie abilità e tende a evitare i compiti difficili (che ha una bassa autoefficacia) andrà ad alimentare la sensazione di impotenza e di scarso valore personale (una bassa autostima).

Costruire un intero team di lavoro che inverte questa rotta, cioè fatto di persone che si sentono efficaci e capaci di svolgere determinati compiti e che sono in grado di tirare fuori le proprie risorse interne da al business tutta un’altra marcia.

Sviluppare l’autoefficacia personale è, di conseguenza, fondamentale anche nell’ambito lavorativo (oltre che personale).

Leggi anche: Autoefficacia, autostima e teorie dell’apprendimento di Albert Bandura

Come sviluppare la propria autoefficacia

Se ti sei reso conto di poter migliorare la tua autoefficacia, oppure di avere dei dipendenti o collaboratori che hanno una bassa autoefficacia e vuoi risolvere questa situazione, ci sono alcune soluzioni che puoi iniziare a praticare da subito.

Esistono alcuni esercizi in cui ci si può mettere alla prova, davvero utili per aumentare questa skill.

Spesso è sufficiente prendere consapevolezza che la percezione di una bassa autoefficacia non è altro che una sensazione, e che nella realtà siamo invece molto efficaci quando decidiamo di accettare le sfide.

Il primo esercizio per sviluppare la skill si basa proprio sulla presa di coscienza dell’autoefficacia: basta provare a pensare a una situazione recente che ha creato sensazione di difficoltà, definire quale fosse l’obiettivo da raggiungere e focalizzarsi sulle azioni compiute per arrivare alla soluzione del problema.

Nella maggior parte dei casi l’autoefficacia risulta scritta lì, nero su bianco, con la sequenza di azioni che hanno permesso di superare la difficoltà.

Occuparsi di migliorare e sviluppare l’autoefficacia personale e di tutte le persone che fanno parte del nostro business non farà altro che creare un team di lavoro più sicuro, focalizzato e pronto a raggiungere gli obiettivi aziendali ad ogni costo.

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