Se vuoi essere un leader, devi fare una cosa sola: guidare. La parola leadership deriva dall’inglese “to lead”, che significa condurre un gruppo verso un obiettivo. Non c’entra il carisma, non c’entra la visione. Quelli sono accessori. La sostanza è un’altra: sei stato capace di portare la tua squadra dal punto A al punto B?
Un leader è un condottiero. Alessandro Magno era un grande leader perché conquistava territori, conducendo il suo esercito alla vittoria. La tua leadership contestabile si misura allo stesso modo: guardando i risultati del tuo team. Se dopo un anno le persone che guidi non sono migliorate, non hanno raggiunto gli obiettivi, il problema non è loro. Il problema è la tua capacità di guidare.
Per condurre le persone hai due strumenti principali: la relazione con loro e l’organizzazione del lavoro. Devi saper comunicare e farti seguire, ma devi anche creare gli schemi, i processi, la strategia. La maggior parte degli imprenditori italiani fallisce proprio qui, commettendo tre errori clamorosi che demoliscono la loro autorità.
Leadership contestabile: l’errore di non definire obiettivi chiari e misurabili
Questo è l’errore più comune. Abbiamo un assessment test che hanno compilato oltre 15.000 aziende italiane. Il risultato è disarmante: solo il 20% degli imprenditori definisce obiettivi chiari, scritti e con metriche precise per misurare i progressi. Questo significa che l’80% naviga a vista.
Se sei un condottiero e devi guidare il tuo plotone a conquistare la collina, ma non dici quale collina, non dai una mappa e non stabilisci come capire se ci si sta avvicinando, dove pensi di andare? Da nessuna parte.
Il paradosso è che molti imprenditori seguono corsi di leadership importati dall’America. Lì si concentrano molto sulla comunicazione e la relazione, perché per loro dare obiettivi scritti e misurabili è la base, è scontato. Noi importiamo le tecniche relazionali, che pure servono, ma ci perdiamo il fondamento. E senza obiettivi, non c’è guida.
La mancata organizzazione del lavoro del team
Essere un leader non significa solo motivare. Immagina un allenatore di calcio che è un comunicatore eccezionale, un trascinatore. Prima della partita fa un discorso da brividi, ma poi dice alla squadra: “Ragazzi, andate in campo e fate un po’ come vi pare, l’importante è che vincete”.
Anche se hai i migliori talenti, senza una strategia, senza schemi di gioco, senza processi chiari, molto probabilmente quella partita la perdi. La leadership contestabile nasce quando ti manca l’organizzazione del lavoro. La capacità di guidare è fatta di due parti: la relazione con le persone e l’organizzazione del loro lavoro. Se ti manca la seconda, non stai guidando. Stai solo facendo un bel discorso. Sull’argomento c’è già un approfondimento: Leadership efficace: 4 intelligenze per guidare e delegare.
Valutazioni delle performance senza obiettivi predefiniti
Questo è l’errore che ti distrugge. Dal nostro sondaggio emerge che il 65% degli imprenditori fa incontri periodici per valutare le performance dei collaboratori. Ora, mettiamo insieme i dati: l’80% non dà obiettivi chiari, ma il 65% fa riunioni per valutare le performance.
La domanda è: di che cosa parlate in quelle riunioni?
Se non hai definito obiettivi e metriche, le tue valutazioni si basano sul percepito. Diventano giudizi personali: “Secondo me devi fare più così, devi essere più colà”. E qui casca l’asino. Il tuo giudizio diventa contestabile. Un tuo collaboratore può risponderti: “Non sono d’accordo. Tu non mi hai dato obiettivi, me li sono dati da solo e li ho raggiunti. Non puoi dirmi che ho lavorato male”.
Quando succede questo, sei fregato. Hai perso credibilità. La persona che hai di fronte non si fida più del tuo giudizio, perché lo ritiene scorretto. E un leader la cui valutazione è contestabile, non è più un leader.
Il fenomeno dell’anti-leader
Questo vuoto di potere viene sempre riempito. Se non sei tu a dare la direzione, qualcuno lo farà al posto tuo. Nasce l’anti-leader: una persona nel team che, per interesse personale o per frustrazione, inizia a dare ordini contrari e a definire obiettivi alternativi ai tuoi. E il team, che ha bisogno di una guida, seguirà lui. Non te.
Se ti sei riconosciuto in almeno uno di questi errori, non sei un cattivo imprenditore, stai solo usando il metodo sbagliato. Stai guidando senza mappa. Per capire da dove partire per sistemare le cose, il primo passo è avere una diagnosi chiara della tua azienda.
Il nostro assessment test gratuito è pensato per questo: 50 domande per analizzare leadership, organizzazione, vendite e marketing. Ti darà la mappa che oggi ti manca.
Takeaways
- La vera leadership non è carisma, ma la capacità di portare il team a raggiungere risultati concreti e misurabili
- L’80% degli imprenditori italiani non definisce obiettivi chiari, navigando a vista senza una direzione precisa
- Valutare le performance senza obiettivi prestabiliti trasforma il feedback in un giudizio personale, minando la tua credibilità
- La leadership si fonda su due pilastri, relazione con le persone e organizzazione del lavoro, il secondo è indispensabile
- Se un leader non dà una direzione chiara, qualcun altro nel team (un anti-leader) prenderà il suo posto
Faqs
Cosa significa veramente guidare un team?
Significa condurre il gruppo da un punto A a un punto B, raggiungendo risultati concreti e misurabili. La leadership si valuta sui risultati ottenuti, non sul carisma o sulla capacità di motivare le persone.
Perché la sola motivazione non basta per essere un buon leader?
La motivazione senza una strategia e un’organizzazione del lavoro è inefficace. È come un allenatore che fa un grande discorso prima della partita ma non dà alla squadra nessuno schema di gioco. Servono entrambi gli elementi.
Cosa rischio se valuto i collaboratori senza aver fissato obiettivi chiari?
Rischi di basare le tue valutazioni su percezioni personali, rendendole contestabili. Questo distrugge la tua credibilità e autorità come leader, aprendo la porta a figure di anti-leader nel team che prenderanno il tuo posto.
Perché i corsi di leadership americani possono essere un problema?
Il problema non sono i corsi in sé, ma l’importazione parziale dei loro insegnamenti. Spesso ci si concentra solo sugli aspetti relazionali e comunicativi, trascurando il fondamento degli obiettivi scritti e misurabili, che nella cultura aziendale americana è dato per scontato.





