Empowerment livello individuale

Empowerment livello individuale

Quando utilizziamo il termine empowerment ci riferiamo, molto spesso, a un preciso processo di riconquista della consapevolezza di se stessi, delle potenzialità e del proprio modo di agire.

Si tratta, quindi, di una sorta di crescita del potenziale e di presa di potere. In questo articolo approfondiremo proprio il concetto di empowerment livello individuale anche conosciuto come self-empowerment.

Caratteristica principale del self-empowerment

Nell’individuo quando si parla di self-empowerment la caratteristica principale e che deve essere esaltato è il senso di autoefficacia che consente di potersi sentire adeguati e in grado di saper reagire e anche di agire.

I primi step da affrontare nel self-emopowerment

primi step da affrontare nel self-emopowerment

Quando parliamo di empowerment livello individuale ci riferiamo a un processo molto difficile. Però, se si affrontano determinati step in maniera costante è possibile riuscire a sviluppare il senso di autoefficacia, aspetto che contribuisce in modo determinante sull’empowerment.

In quali contesti può essere utile il self-empowerment?

Il self-empowerment può essere particolarmente utile in diversi contesti. Ad esempio, nel contesto scolastico molti studenti si trovano a dover affrontare degli insuccessi che li portano blocchi nello studio che non sono per niente connessi a una loro mancanza di impegno o di capacità. Stessa cosa può accadere in ambito lavorativo.

Quando ci si ritrova in questo tipo di situazione, occorre puntare a far crescere il proprio senso di autoefficacia. Grazie a questi due aspetti le difficoltà riscontrate possono essere affrontate in modo più efficace.

Ad esempio, in ambito lavorativo riuscire a comprendere il livello delle proprie risorse e capire quali sono gli obiettivi da raggiungere è di fondamentale importanza sia per poter lavorare in maniera più efficace che per riuscire a fare carriera.

Affrontare un percorso di self-empowerment consenti, in vari ambiti, di riuscire ad apportare miglioramenti notevoli nella consapevolezza di se stessi e delle risorse. In questo modo, si ha la possibilità di usare al massimo le proprio potenzialità, di accrescere la fiducia nei propri mezzi, aumentare la motivazioni e il senso di autodeterminazione.

Sono tutti aspetti fondaemntali per riuscire ad affrontare positivamente anche eventuali insuccessi, trasformandoli in momenti di crescita.

Come nasce il self-empowerment

Il termine empowerment nasce per la prima volta per opera di Zimmermann e Rappaport che lo portarono all’interno della psicologia delle comunità per identificare una precisa caratteristica di alcuni loro pazienti che era fondamentale per ottenere una riuscita positiva del percorso in comunità.

In questo contesto si parlava di speranza rivolta al futura, di “locus of control interno” overo quella piacevole sensazione di riuscire a controllare la propria vita e quello che accade senza che si debbano dare colpe a cause esterne, di ricerca di risorse interne che devono essere utilizzate con fiducia.

L’empowerment individuale è quello che viene maggiormente attenzionato nelle ricerche dell’italiano Bruscaglioni che parla, per la prima volta, proprio di self-empowerment e lo identifica come un elemento che può far scattare un sentimento di protagonismo, di controllo e di scelta. Quindi, consente di sfruttare le proprie risorse e di creare nuove possibilità.

Il self-empowerment, dunque, consente di essere protagonisti delle propria esistenza, di essere il fautore delle proprie scelte e di sentire quel famoso senso di autoefficacia.

Cosa contribuisce a determinare il self-empowerment?

Quando parliamo dei fattori che contribuiscono a determinare il self-empowerment dobbiamo innanzitutto prendere in considerazione il senso di autoefficacia che consente agli individui di riuscire a sentirsi abili, adeguati e capaci di agire in diverse situazioni. Oltre a questo aspetto bisogna anche tener conto dell’attribuzione interna degli eventi, il cosiddetto locus of control che abbiamo già citato in precedenza, ovvero la responsabilità di ciò che accade può essere attribuita all’individuo e non a fattori esterni. Riuscire a sentirsi il motivo principale che determina il proprio destino contribuisce alla crescita del senso di autoefficacia.

Inoltre, pensare positivo e concentrarsi sulle possibilità, sulle potenzialità e le risorse (anziché gli insuccessi) consente di poter accresce anche le energie, di far nascere una visione focalizzata sul successo e di individuare i propri margini di crescita e di possibile cambiamento. Pensare negativo, invece, porta solamente verso il sentirsi impotenti e immobili.

Quindi, possiamo affermare che il self-empowerment è un preciso iter di crescita e di miglioramento di se stessi che consente di poter sperimentare sia la motivazione che un benessere psicologico. Naturalmente, pur trattandosi di empowerment livello individuale non ci si deve dimenticare della dimensione sociale e collettiva in cui si realizzano e acquisiscono maggiore forza gli esiti di successo.
Come fare a realizzare il self-empowerment

Naturalmente, per poter realizzare il self-empowerment non esiste un solo approccio ma è possibile sfruttarne diversi. Ad esempio, esistono percorsi di psico-training che consentono di migliorare le proprio performance. Questo tipo di approccio consente di affrontare e risolvere problematiche specifiche tramite il potenziamento delle proprio risorse, mescolando anche l’uso di strategie comportamentali che consentono di poter riempire quei vuoti che limitano la prestazione ottimale dell’individuo.

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