Come deve essere un buon datore di lavoro

“Un bravo leader è colui che riesce a far capire ai propri uomini che hanno molte più capacità di quelle che pensano di possedere, in modo che possano fare un lavoro migliore di quanto credano” (Charles Erwin Wilson)

Essere un buon datore di lavoro significa possedere quelle caratteristiche da leader che ti rendono apprezzabile agli occhi dei dipendenti.

Ma qual è il profilo del boss ideale? Quali doti e quali comportamenti devono essere propri di un datore di lavoro che si rispetti?

Un buon capo, per essere considerato tale dai suoi dipendenti, deve essere una guida su cui poter fare affidamento nei momenti difficili, deve capire le esigenze di chi lavora con lui e deve possedere quelle doti carismatiche che non tutti i manager possiedono.

Ecco le 7 caratteristiche del leader ideale.

Il buon datore di lavoro deve mettersi nei panni dei dipendenti

Tra le caratteristiche principali di un datore di lavoro ideale c’è la capacità di mettersi nei panni dei propri dipendenti.

Avere uno spiccato senso di empatia, una connessione mentale con chi lavora per noi rappresenta un punto a favore di un leader che si rispetti.

La sensibilità non farà apparire il capo come un essere distante anni luce, incapace di percepire le esigenze di chi lavora al suo fianco. Ma al contrario, lo renderà “umano”, lo avvicinerà ai suoi dipendenti e sarà apprezzato per questa dote.

Un buon leader deve condividere le informazioni con i suoi dipendenti

Un buon leader deve certamente condividere con i suoi dipendenti le informazioni più importanti.

Rendere partecipi i dipendenti delle notizie e delle indicazioni per agevolarli nel loro lavoro è un’abilità che solo i datori di lavoro ideali riescono a sviluppare.

Sono molti i grandi e piccoli imprenditori che hanno finalmente compreso quanto possa risultare un vantaggio per l’impresa aggiornare il personale sulle nuove attività da svolgere e sui prossimi obiettivi da raggiungere, insomma renderli partecipi fino in fondo anche delle decisioni più importanti.

Un buon capo deve saper ascoltare e dare consigli

Un vero leader deve possedere la dote essenziale dell’ascolto e deve consigliare al meglio i propri dipendenti.

Saper ascoltare i bisogni di chi lavora per noi è fondamentale per risolvere eventuali problematiche che si possono creare all’interno del gruppo di lavoro.

Inoltre, un buon datore di lavoro deve anche fungere da guida per i suoi dipendenti, consigliando loro la strada più giusta da seguire, in caso di difficoltà.

Un leader d’oro deve saper premiare il buon lavoro dei dipendenti

Riconoscere i successi del proprio team e premiare il buon lavoro svolto dai dipendenti è una dote che solo un leader d’oro possiede.

Essere in una posizione gerarchicamente superiore non deve impedire al buon datore di lavoro di saper gioire dei successi dei suoi dipendenti, di essere orgoglioso per loro e di saper premiare i traguardi raggiunti, grandi o piccoli che siano.

Il leader, capace di riconoscere e premiare l’impegno della squadra, sarà sicuro di poter contare su un gruppo motivato e spronato a fare sempre meglio.

Un buon datore di lavoro deve assumersi sempre le proprie responsabilità

Un buon capo ha sempre il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e non si sognerebbe mai di addossare i propri errori sui dipendenti.

Un leader si riconosce anche da questo: dalla maturità di ammettere i propri errori. Questo distingue un capo apprezzabile da uno che non avrà mai la stima dei suoi dipendenti.

Possedere la propensione al comando implica, tra le 7 caratteristiche imprescindibili, la lucidità di agire in situazioni anche delicate e la saggezza di assumere su di sé le conseguenze delle proprie scelte, positive o negative che siano.

Il capo ideale deve evitare i rimproveri in presenza di altri dipendenti

Il datore di lavoro ideale non deve mai rimproverare un dipendente in presenza di altri collaboratori.

Può capitare a chiunque di commettere uno sbaglio a lavoro; nessuno è immune dall’errore, soprattutto nei periodi in cui siamo sottoposti a dei livelli maggiori di stress.

Un vero leader sa benissimo che sbagliare è umano, sa che anche lui è soggetto all’errore e non potrebbe mai rimproverare un suo dipendente per uno sbaglio commesso, soprattutto se in presenza di altri membri del team perché correrebbe solo l’inutile rischio di mortificare la persona in questione.

Il boss perfetto deve lasciare spazio anche a momenti distensivi

Essere un leader e guidare un team significa anche essere in grado di creare dei momenti di distensione e di riposo dal lavoro.

La leadership non si dimostra sottoponendo i dipendenti a turni di lavoro estenuanti o a giornate intense, senza pause o interruzioni.

E’ valido l’esatto contrario e cioè che il capo ideale sa quando è il momento di fermarsi, sa quando i suoi dipendenti hanno bisogno di riposo e fa in modo di creare degli spazi di tempo rilassanti e anche, perché no, divertenti per il gruppo così da ricaricare meglio le energie del team.

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